Il Cambio Automatico dell'acqua in un acquario di Wild Discus

 Un dettagliato passo per passo per la realizzazione di questa comodissima utilità.

  Il regolare cambio dell’acqua negli acquari e’ la prima regola da rispettare per creare un giusto equilibrio tra l’ambiente acquario e il benessere dei pesci che vi abitano.

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Negli acquari di grandi dimensioni tuttavia questa operazione può presentarsi piuttosto laboriosa quando l’acquario necessita  cambi con un’acqua proveniente da un impianto ad osmosi inversa che va prima prodotta dall’impianto stesso, stoccata in contenitori (taniche o cisterne), riscaldata prima di essere versata nell’acquario, comportando quindi un grande dispendio di lavoro e di spazio.

I problemi poi aumentano quando l’acquario non si trova al piano terra, ma ad un piano superiore  rispetto all’impianto ad osmosi, e ai problemi prima elencati si aggiunge il trasposto dell’acqua con le taniche e i  secchi o  attraverso un macchinoso lavoro di tubi e pompe.

 

Fino a pochi giorni fa, per cambiare settimanalmente 150 litri sui 500 del mio acquario, il mio lavoro e’ stato piuttosto  macchinoso, pur contando sul lavoro di un lungo tubo e una pompa per alleggerire lo sforzo fisico .In particolare d’inverno mi si presenta il delicato problema della temperatura dell’acqua che e’ stoccata in una cisterna nella veranda del giardino.

Cosi’ con Massimo (che ha  realizzato il progetto), abbiamo studiato per il mio acquario una soluzione ‘ad hoc’ che vi illustrerò affinchè possa essere di spunto e d’aiuto a chi volesse cimentarsi in un progetto analogo.

 

L’acquario e’ ubicato al primo piano di un appartamento,  nella  camera da letto, addossato alla parete che divide la camera dal bagno.

La camera di affaccia alla veranda  del giardino. 

In fase di progettazione ho dovuto decidere la tipologia di cambio  da fare e sostanzialmente mi sono state prospettate 3 diverse soluzioni:

 

1)      Sistema con Overflow ha il vantaggio di poter essere  applicato su acquari già allestiti senza bisogno di forare la vasca .Potete leggere  una realizzazione di una cambio automatico qui con il sistema Overflow .

            Questo sistema e’ tuttavia meno sicuro dal pericolo allagamento  rispetto ai due seguenti   metodi, e’ meno gratificante esteticamente, e’ più rumoroso, l’acquisto del sistema di oveflow incide di almeno un centinaio di euro  in più sul costo finale del progetto.

 

2)      Sistema con “tubo a sfioro”: necessita di un foro nella parte alta del vetro dell’acquario e quindi di fatto il livello dell’acqua dell’acquario verra’ ridotto di almeno  7-8 cm .

3)      Sistema con “troppo pieno”. Esteticamente discreto, il tubo di troppo pieno allineato al profilo  dell’acquario mi permette di riempirlo fino quasi al bordo e’ molto flessibile  alla mia esigenza di variare la quantità d’acqua da cambiare.

 

 

Alla fine la scelta e’ ricaduta su quest’ultima tipologia di impianto che funziona sostanzialmente nel seguente modo: 

Un’ elettrovalvola regolata da un timer comanda l’impianto ad osmosi inversa che produce e immette direttamente nell’acquario  un a certa quantità di acqua.

L’acqua dell’acquario quando supera il livello del tubo “troppo pieno” si  svuota nel tubo di scarico che finisce nella grondaia.

Mantenendo il livello dell’acqua appena sotto il livello del troppo pieno mi permette di sostituire con l’acqua nuova  la stessa quantità di quella che viene scaricata.

Aumentando o diminuendo con il timer il tempo di produzione dell’acqua dell’impianto ad osmosi, permette di regolarmi sulla quantità di acqua da cambiare.

Posso impostare il timer per uno o più cambi quotidiani, o addirittura se voglio un cambio continuo.

 

Vediamo ora come procedere passo per passo nella realizzazione di questo impianto.

Innanzitutto la vasca deve essere  vuota perchè il buco che andiamo a fare nel vetro e’ posizionato sul vetro posteriore  in basso a pochi cm dal fondo.

Per fare il foro sul vetro, ci siamo procurati un foretto diamantato da 35

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Per fresare il vetro e’ necessario che il vetro e la punta della fresa sia costantemente bagnato.

Quindi, o si ha a disposizione un trapano che mentre lavora bagna o e’ necessario avere qualcuno che bagni l’area del foro con uno spruzzino

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E’ anche molto importante tenere  qualche cosa di rigido dietro  il vetro per evitare che   nel momento in cui il foretto buca il vetro,  vada a sbattere con forza contro il vetro rompendolo.

Quindi in questa fase di lavoro e’ consigliabile essere in due.persone.

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Questa e’ la fase più delicata di tutto il lavoro, ed e’ consigliabile che sia eseguita da chi ha già una certa esperienza in merito.. perchè sbagliare in questa fase vuol dire  vedere rompere il vetro dell’acquario con le conseguenze che potete ben immaginare.

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 Dopo aver praticato il foro  alla vasca e’ stato  messo un passavetri

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 La fase seguente e’ stata quella di  assemblare i vari segmenti del tubo in pvc da 32 mm, e di incollarli con il TANGIT

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La parte del tubo interna che collega il”troppo pieno” non e’ stata incollata, ma fissata con del  teflon.

Questo per avere la possibilita’ in futuro di poter variare l’altezza del troppo pieno.

 

E’ stato poi collegato il tubo di gomma allo scarico e fatto passare attraverso il foro nel muro che  porta alla grondaia.

 

Come potete vedere poi. E’ stata praticata una finestra sul pannello posteriore del mobile dell’acquario per fare passare tutti i fili dell’impianto ad osmosi

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Dopo 24 ore ho riempito l’acquario per verificare  la tenuta di tutti gli incollaggi… e la vasca e’ stata piena per qualche giorno.

 

 

 

Nel frattempo i lavori si sono spostati nel bagno attiguo….

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quando e’ stato collaudato anche questo rubinetto e verificato che non ci fossero perdite, siamo passati alla fase di assemblaggio dell’impianto ad osmosi.

 

Ho scelto un piccolo impianto a cartucce  a 3 stadi, con una membrana da 75 gdp.

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All’impianto e’ stato  montato il regolatore di conducibilità che mi permette di regolare la durezza dell’acqua in uscita dall’impianto ad osmosi.. e l’elettrovalvola che  aprirà e chiuderà  l’apertura dell’impianto ad osmosi.

 

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Ovviamente  prima di alloggiare l’impianto nel vano del mobile, sono stati fatti numerosi       prove di corretto funzionamento del meccanismo. Timer- Elettrovalvola- rubinetto- impianto..

 

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e poi sistemato tutto al suo posto

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 Il tubicino dell’acqua di scarico dell’impianto ad osmosi e’ stato infilato dentro il sifone

 

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 Prima di infilare il tubicino dell'acqua Ro in acquario, dovevo fare degli aggiustamenti tecnici:
1) Tarare il regolatore di conducibilità.
cosi con un secchio e regolando la vite, ho girato la vite fino ad ottenere un conducibilita' di circa 150 microsiemens e un kh di 2,5. ( per un vasca con heckel a mio avviso sono valori ideali).

2) Calcolare la quantita' di acqua Ro che produce l'impianto ad osmosi per regolare tramite il timer il tempo di apertura dell'impianto.

1 litro in 10 minuti.
Ho tarato il timer per 4 ore al giorno.. quindi circa 25 litri al giorno.

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Alla fine di tutto questo, ho  sistemato il tubicino  dentro l’acquario, fissandolo con le  piccole ventose dei cavetti riscaldanti

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Come ultima cosa, prima di considerare il lavoro finito, e’ stato quello di proteggere  l’apertura del troppo pieno  con una rete, per evitare accidentali intasamenti  dovuti a foglie o pesciolini .

 

Ho usato della comunissima rete gialla, quella dei limoni…  ma  prendete in alternativa anche le bioball in materiale plastico da incollare in prossimita’ dell’apertura.

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Conclusioni:

I primi giorni ho messo in funzione l’impianto in mia presenza per controllare eventuali anomalie.

Durante i cambi d’acqua non si verifica il benchè minimo sbalzo di temperatura, per quanto riguarda la stabilità dei valori dell’acqua potrò valutare obiettivamente  dopo qualche tempo di utlilizzo.

Ma intanto ho potuto apprezzare la silenziosità dell’impianto in funzione anche di notte.

…ma soprattutto  la mia schiena ringrazia sentitamente

 

Livia Giovannoli

 

 

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