pH e carica batterica

(di  Flavio Gaglirdi).
La carica batterica è un parametro  molto  importante 
ai fini di un buon allevamento dei discus.
Scopriamo  insieme questo importante
parametro biologico
 
Tutto il materiale, testo e foto, sono propietà della casa editrice Primaris che ci ha gentilmente offerto la pubblicazione dello stesso, con l'autorizzazione del nostro collaboratore Flavio Gagliardi.
L'articolo è tratto dal Discus Notiziario 3/2005.



Le nuove sfide per l'allevamento del Discus

Confrontarsi, scambiare esperienze, acquisire nuove informazioni: questa spesso è la chiave per affrontare i dubbi e i problemi che molti acquariofili incontrano nell'allevamento dei loro beniamini. Come farlo? Quali interlocutori scegliere? Chi e che cosa li accredita?

Riceviamo informazioni ogni giorno da ogni dove, ma districarsi tra di esse per cogliere quelle supportate da esperienza e per noi utili non è cosa facile. Il mondo di Internet ha certamente allargato i confini dell'informazione, ma in molti casi ne ha ridotto il valore sul piano qualitativo.


Qualità dell'informazione e valore del confronto

Negli ultimi anni un valido "forum" per confrontarsi sull'allevamento del Discus, nonché un prezioso punto di incontro per gli appassionati, è stato ed è rappresentato certamente dalla manifestazione "Salento Acquari". Come già segnalato sulle pagine di "Discus Notiziario", dal 22 al 25 aprile Lecce è stata l'"ombelico" dell'allevamento del Discus in Italia, per il numero di esperti intervenuti e per la loro preparazione, per l'incredibile partecipazione di pubblico e perché è stato un evento in grado di riunire tutto il settore (negozianti, importatori, allevatori, produttori, appassionati ecc.) con tutte le diverse esperienze che lo caratterizzano.
In questo contesto - basato sul piacere di stare insieme e di scambiarsi esperienze - credo siano maturate nella mente di tutti molte riflessioni. Proprio da una relazione tenuta, in occasione della suddetta manifestazione, da Manfred Gġbel (allevatore tedesco che non ha certo bisogno di presentazioni) vorrei prendere spunto per affrontare un argomento che riguarda differenti aspetti dell'allevamento del Discus, ma che - stranamente - è spesso dimenticato o, quantomeno, sottovalutato dai più: la carica batterica.
La relazione tenuta da Gġbel verteva sull'habitat del Discus e su come trarre dalla sua analisi utili indicazioni per un allevamento di questa specie che sia il "più corretto e naturale possibile". In quest'ottica, un piccolo preambolo sull'ecologia e sull'habitat del Discus è quantomeno dovuto.


Il bacino amazzonico: caratteristiche geografiche e chimiche

Quando si parla di Amazzonia bisogna ricordarsi che si tratta di un immenso bacino, tanto grande da regalare al nostro hobby circa 3000 specie differenti di pesci (N.B. si calcola che il taxon dei pesci ossei nel suo complesso raggruppi 25.000 specie)! L'Amazzonia, con tutti i fiumi che la percorrono, rappresenta senza dubbio il sistema fluviale più grande al mondo, considerato che insiste su 7 milioni di km2 e che scarica in mare circa 200.000 m3/sec di acqua dolce. Tanto per avere un'idea più chiara dei volumi in gioco, bisogna ricordare che il Rio delle Amazzoni trasferisce nell'oceano Atlantico un volume di acqua superiore 5 volte a quello del fiume Congo, 10 volte a quello lunghissimo del Mississippi e 3500 volte a quello del Tamigi (Goulding, 1990).
Si calcola che il Rio delle Amazzoni riceva circa 1100 affluenti e che le fluttuazioni annuali del livello dei fiumi arrivino fino a 10 m (questo accade nella zona di Manaus). Tale fenomeno di innalzamento e abbassamento crea aree allagate di proporzioni sconfinate, che per brevi periodi rappresentano un nuovo habitat per molte specie di animali. Nel corso dell'ultima glaciazione, questo sistema fluviale ha eroso profondamente il suolo, trasportando a valle la gran parte dei nutrienti presenti sulle montagne. Il fenomeno è di estrema importanza come punto di partenza per compiere delle riflessioni sull'ecologia e, quindi, sulla biologia dei Discus.
Sebbene in Amazzonia esistano differenti tipologie di fiumi (acque torbide, acque chiare, acque scure), tutte sono accomunate da un contenuto di nutrienti estremamente basso, da bassa conduttività, da alte concentrazioni di acidi umici e da pH che varia da debolmente a decisamente acido (Geisler et al., 1971). Le acque bianche che trasportano molto sedimento hanno, per esempio, una conduttività di circa 60 µs/cm e pH compreso tra 6,4 e 6,9; le acque nere hanno una conduttività di circa 10 µs/cm e pH acidissimo (compreso tra 4,8 e 3,7); le acque chiare rappresentano una sorta di transizione tra le precedenti, mostrando una certa variabilità nel contenuto di nutrienti, e fanno registrare un pH acido (4,5) (Saint-Paul, 1994).
A questo punto ecco l'assunto che più ci interessa: la ridotta quantità dei nutrienti trasportati a valle dai fiumi amazzonici contribuisce a far sì che questi ultimi facciano rilevare un pH tendenzialmente acido o acidissimo, condizione che limita fortemente la replicazione di molti ceppi batterici (Fischer, 1997). Un'acqua idonea ad allevare Discus è quindi sicuramente povera di sali, acida e con ridotta carica batterica! E nei nostri acquari che cosa succede? Il pH è acido, la conduttività è bassa, ma la carica batterica? E poi... come si misura la carica batterica? Non c'è dubbio che si tratta di nuovi quesiti!
La carica batterica: un parametro biologico da scoprire

Effettivamente possiamo affermare che la carica batterica è un'illustre sconosciuta. Del resto - se ci guardiamo indietro - di quanti "illustri sconosciuti" è costellata la storia dell'acquariofilia? Un esempio? Dieci o quindici anni fa, chi tra voi conosceva i fosfati o il ferro e ne monitorava la concentrazione nel proprio acquario? pH, dGH, KH e nitrati erano pane quotidiano, ma il resto dei parametri? In alcuni casi, non esistevano in commercio nemmeno i kit di analisi! Bene, credo che la carica batterica sarà un parametro - questa volta è interessante notare che si tratta di un parametro biologico e non più chimico! - destinato a ricevere molta attenzione in futuro.
Il legame con il Discus è presto stabilito: è verosimile che un pesce, che nei millenni si è evoluto in ambienti a pH acido, abbia un sistema immunitario meno "attrezzato" ad affrontare agenti patogeni di natura batterica. In sostanza, l'ambiente acido potrebbe aver contribuito, creando condizioni poco favorevoli alla crescita dei batteri, a "difendere" il Discus o - se preferite - a farlo evolvere in acque in cui incontrare un batterio potenzialmente patogeno è quantomeno difficile. A questo punto, un pH tendenzialmente acido (per esempio compreso tra 5 e 6,9) sembra il più indicato per allevare i nostri Discus, anche se molti di voi (e io per primo) potremmo testimoniare che a pH 8 il nostro Ciclide cresce bene, si accoppia e non mostra gravi segni di disagio.
Jack Wattley, famosissimo pioniere dell'allevamento del Discus, ha ottenuto la prima deposizione di uova con un'acqua che faceva rilevare una conduttività di 275 µs/cm e suggerisce i seguenti valori limite: pH compreso tra 5,5 e 7,3; conduttività compresa tra 30 e 350 µs/cm. Per chi nutrisse ancora dubbi, aggiungo che è ben documentato come, a pH acido, da una coppia di Discus si ottenga un più alto tasso di fertilità (Witzel, 1989). Questo avviene perché il pH acido influisce direttamente, in senso positivo, sulla motilità dello spermatozoo e, indirettamente, riduce la carica batterica che potrebbe danneggiare le uova appena deposte (Gġbel). Va ricordato, infatti, che la concentrazione dello ione idrogeno gioca un ruolo essenziale da un punto di vista biologico, in quanto modifica significativamente, per esempio, l'attività degli enzimi (proteine che regolano il metabolismo) o delle membrane cellulari (Fischer, 1994).
Forse proprio questa centralità del pH in biologia è il fattore che concorre a rendere la vita difficile a molti ceppi batterici e, quindi, a mantenerne sotto controllo la proliferazione in acque acide. In questo scenario, perché ostinarsi a mantenere un pH distante dall'optimum richiesto dal Discus? Perché non tentare di ottenere la deposizione a pH più acido, per verificare se questa scelta è in grado di gratificarci con un numero significativamente maggiore di larve? Perché non preparare un'acqua più acida per i nostri Discus, per vedere se ci contraccambiano con colori più intensi?
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dosatore di acido cloridrico -

Il dosatore di acido cloridrico comanda una pompa peristaltica a regolazione elettronica collegata al serbatoio. Il quantitativo di acido da dosare è regolabile a seconda delle esigenze; l'aggiunta avviene direttamente nella vasca di raccolta.

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serbatoio e dosatore di acido cloridrico

Il serbatoio ha un volume di 60 l e viene riempito con una soluzione di acqua da osmosi e acido muriatico (acido cloridrico concentrato). Il livello della soluzione viene controllato grazie a una sonda, che allerta l'operatore quando l'acido sta per terminare.
Come ottenere un pH acido

A questo punto, si apre un dibattito tecnico molto ampio su come tentare di avere un'acqua a pH acido nei nostri acquari. Sappiamo, infatti, che le strade sono molte e molto differenti: riduzione dell'alcalinità, utilizzo di acqua osmotica, impiego di torba, impiego di anidride carbonica, aggiunta di acidi forti ecc. L'aiuto che può fornirci un piccolo impianto a osmosi sembra certamente la via migliore e più facile per l'acquariofilo, specialmente se si provvede costantemente a un monitoraggio dei vari parametri in gioco (pH, dGH, KH, composti azotati, conduttività).
Le necessità di un allevatore professionale potrebbero invece andare in un'altra direzione, anche in base alle risorse idriche a disposizione. Le foto STOP che corredano questo articolo fanno riferimento proprio a un caso di questo tipo, in cui l'allevatore ha optato per l'aggiunta di un acido forte (acido cloridrico!), al fine di acidificare in modo controllato il pH del suo impianto di riproduzione di Discus. Bisogna sottolineare tuttavia che tale scelta è consigliabile solo ai più esperti e solo nel caso in cui si possegga un sistema di controllo del pH estremamente affidabile, altrimenti si rischia di andare incontro a dei danni incalcolabili!
Tornando alla carica batterica, occorre ricordare che essa, nei nostri acquari, può essere tenuta sotto controllo, oltre che con l'acidificazione del pH, anche mediante altre tecniche, come per esempio l'impiego di debatterizzatori a raggi ultravioletti. Si tratta di collettori, solitamente in acciaio o in polietilene, in cui viene fatta fluire l'acqua dell'acquario e all'interno dei quali vengono "sparate" intense dosi di raggi ultravioletti. Questi raggi, alterando il DNA dei batteri, impediscono loro una corretta replicazione, riducendo, in breve tempo e in modo assai efficace, la carica batterica totale circolante, senza però modificare la chimica dell'acqua.
Nel prossimo numero del "Discus Notiziario" ci proponiamo di approfondire questo argomento con maggiori dettagli.
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sonda di pH

Questa sonda di pH legge in continuo il pH dell'impianto, mettendo in condizione il dosatore di ricevere i necessari impulsi per iniziare o terminare il dosaggio di acido.


Bibliografia

Fischer, R. "Effetti delle variazioni del valore di pH sulla vitalità dei Discus". In Discus Notiziario, 4/1997, pp. 14-19. Primaris, Milano.
Geisler, R; Knöppel, H.A.; Sioli, H. "Ökologie der Süßwasserfische Amazoniens. Stand und Zukunftsaufgaben der Forschung", In Naturwissenschaften 58, pp. 301-311, 1971.
Goulding, M. Amazon: the flooded forest. Sterling Publ. Co., New York, 1990.
Saint-Paul, U. "Natural habitat of the Discus fish". In Diskus Brief, vol. I, issue II, pp. 6-10, 1994.
Witzel, B. "Plauderei über meine Flächentürkis-Zucht", II parte. In Diskus Brief 1/1989.
 

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