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Alghe o batteri? Eliminare i cianobatteri in acquario |
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Uomo-cianobatteri 1-0 Questa è la storia di una personale guerra contro i cianobatteri che mi ha impegnato per diversi mesi. Premetto che in ormai 21 anni di semionorata carriera acquariofila fortunatamente non ho avuto mai avuto a che fare con questi “simpatici” esserini, per cui le mie esperienze a riguardo fino a poco fà erano fortunatamente limitate ai miei studi…. Cosa sono In primo luogo non sono alghe, anche se spesso sono chiamati alghe azzurre. Si tratta di un gruppo di batteri fotosintetici gram negativi estremamente differenziato presente in quasi tutti gli ecosistemi acquatici e terrestri e (purtroppo) estremamente adattabile alle più differenti condizioni ambientali: alcuni riescono a crescere lentamente anche in assenza di luce, ossidando glucosio e d altri zuccheri; altri riescono a fissare l’azoto in assenza di ossigeno; altri ancora crescono anche nelle sorgenti alcaline fino a 75°C o sulle rocce nei deserti. Frequentemente in acquario si trovano in simbiosi con piante galleggianti come Riccia, Azolla e Pistia grazie alla loro adattabilità e si riconoscono anche per l’odore acre e penetrante che emanano Generalmente sono di un colore blu-verde brillante, anche se possono essere rosso-mattone a causa di alcuni pigmenti(giusto per facilitarci il lavoro!).Personalmente li identifico “ad occhio” dalla tendenza a formare una sorta di patina uniforme sul fondo e sugli arredi, dall’aspetto quasi “gelatinoso”, dal colore generalmente più brillante rispetto alle alghe e dalla tendenza ad intrappolare bollicine di gas, oltre che dalla velocità di crescita davvero impressionante.
Cronistoria della guerra (vinta?) Nella mia vasca tutto è iniziato ad Aprile del 2007: senza che nulla fosse cambiato nella gestione della vasca, sono comparsi dei piccoli puntini di un verde intenso sul fondo sparsi qua e là, poi questi pochi puntini in qualche giorno hanno formato una patina decisamente poco gradevole a vedersi, (anche se hai pesci non provocano alcun danno) in particolare nelle zone maggiormente illuminate e dove la corrente era meno forte, a quel punto ho deciso di intervenire. Per la gioia della mia schiena e per quella di mia moglie (data la mia propensione al disordine), opto per un abbondante cambio d’acqua (all’incirca del 50%) e per una sifonatura regolare del fondo ogni sera dopo l’ultimo pasto. Nel tentativo di indebolire ulteriormente gli invasori, lascio al buio completo la vasca per circa una settimana, metto un po’ di carbone attivo nel filtro e riduco al minimo il cibo (sospendendo pastoni & Co.). Risultato: la situazione al momento sembra risolta: fondo pulito come appena acquistato, acqua limpida, tutto ok………..? NIENTE! La battaglia era vinta, ma il nemico si è riaffacciato alle porte dopo qualche settimana. Al secondo tentativo ho optato per la linea dura: aspiro tutto lo strato superficiale del fondo per almeno un cm, elimino una serie di piante che ostacolavano le operazioni di sifonatura provocando accumulo di sporco e rallentando il flusso d’acqua sul fondo… ed incrocio le dita. Risultato: il fondo resta perfetto per diversi mesi ma da una piccola colonia grande come una capocchia di spillo sopravvissuta all’aspirazione ecco che di nuovo parte l’assalto! La situazione al momento dell’ultimo tentativo:
A questo punto, dopo essermi consigliati con un amico dello Staff, decido per un antibiotico per porre fine a questa situazione. Un antibiotico in vasca sicuramente è un intervento drastico, da utilizzare solo quando i rimedi “naturali” risultano non essere efficaci, ma dato che neanche l’utilizzo di una pompa accessoria indirizzata verso il fondo sembrava dare dei risultati, mi sono deciso. La scelta è caduta su di un antibiotico a largo spettro: la Tetraciclina (nome commerciale Ambramicina); per il dosaggio ho utilizzato una capsula da 250 mg per ogni 50 litri d’acqua (nel mio caso ho utilizzato quattro capsule) per un periodo di sette giorni ed al quarto ho effettuato un cambio d’acqua di 50 litri con sifonatura del fondo per aspirare le colonie morte, ridosando il farmaco con un’altra capsula da 250 mg. In contemporanea ho spento totalmente le luci e non ho somministrato cibo se non pochi granuli al giorno e solo dopo i primi due – tre giorni di trattamento. L’effetto dell’antibiotico è stato quasi immediato, come si può notare dalle foto scattate solo dopo due giorni dall’inizio del trattamento:
Al termine del trattamento ho cambiato all’incirca il 50% dell’acqua, aspirando contemporaneamente tutti residui delle colonie rimasti sul fondo, per poi inserire nel filtro due sacchetti di carbone attivo per una settimana…ed ecco il risultato:
Ovviamente dopo il trattamento ho fatto un trattamento intensivo con batteri ed enzimi,. Ho utilizzato i batteri dell’shg: 4 capsule immediatamente dopo il primo cambio d’acqua ed una capsula al giorno per i successivi 4-5 giorni (contemporaneamente ho dosato al minimo l’alimentazione). Ecco come si presenta la vasca oggi, a distanza di un mese e mezzo dal trattamento:
I puntini verdi che si vedono nelle foto sono alghe verdi puntiformi “buone” che nulla hanno a che vedere con i cianobatteri…..comunque io continuo ad incrociare le dita!! E' assolutamente vietata la riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto presenti in questo articolo, senza il consenso dell'autore e di DiscusPortal.it
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