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Parte 1°: l'Artemia salinaL'Artemia salina (Limneo 1758) è un crostaceo dell'ordine dei Brachiopoda, utilizzato universalmente per l'alimentazione degli avannotti di moltissimi pesci.
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Foto 1 da captain.at
Foto 2 da captain.at I naupli (i piccoli appena nati di Artemia) sono ricchi di acidi grassi e aminoacidi essenziali, ottimi per i pesci appena nati, mentre l'Artemia adulta è ; più ricca in proteine, quindi adatta a pesci più grandi.
Foto 3 da captain.at L'Artemia salina ha una percentuale di proteine che oscilla dal 40% (naupli) fino al 60% (adulti).Si possono riprodurre sia per accoppiamento (sono organismi ovovivipari) sia per partenogenesi quando vi è una grossa carenza di maschi (in questo caso nasceranno solo femmine). Se le condizioni ambientali cambiano radicalmente (in particolare se aumenta la salinità la femmina, per garantire la vita alle successive generazioni in previsione di un periodo di siccitù produce delle cisti (da 50 a200), all'interno delle quali si trovano gli embrioni in stasi metabolica che possono sopravvivere anche per 50 anni. Una volta reidratate, dalle cisti si liberano i naupli di Artemia (anche 250000 da un grammo di uova!), grandi all'incirca 0,25 mm.
![]() Ciclo vitale dell' Artemia salina da U.S. Geological survey I naupli possono essere catturati facilmente in quanto sono attratti fortemente dalla luce, perciò basta armarsi di un passino ed una lampadina. E' importante somministrare i naupli immediatamente dopo la schiusa perché, se non alimentati, perdono rapidamente le loro proprietà nutritive.
Nauplio appena schiuso da Artemia Reference Center Ghent University Ad una temperatura di 24-25° C nell'arco di un paio di settimane raggiungono la maturità sessuale, quindi sono in grado di intraprendere il ciclo riproduttivo.
Attualmente è molto facile trovare in commercio le cisti, che generalmente provengono dalla baia di S.Francisco o da Salt Lake, anche quelle definite "decapsulate" o "decorticate"che dirsi voglia. Le cisti decapsulate non sono altro che uova di Artemia alle quali con un procedimento chimico è stata eliminata la cisti esterna, il vantaggio è che si possono somministrare così come sono, inoltre si accelera moltissimo il tempo di schiusa (passa da 24-48 h a circa 6-10 h) ed aumenta il potere nutritivo in quanto il nauplio non spreca energie per rompere il guscio (attenzione al costo, però!). Volendo la decorticazione può essere fatta anche a casa con dell'acido cloridrico, facendo attenzione a raffreddare la miscela in quanto il calore liberato dalla reazione chimica può "cuocere " le uova.
Allevamento:La schiusa dei naupli
Si possono tranquillamente utilizzare degli appositi schiuditoi presenti in commercio oppure delle semplici bottiglie capovolte e con il fondo tagliato, dove verseremo acqua RO più sale (25-30 grammi/litro), meglio quello apposito per uso acquariologico, ad un ph8. All'interno della bottiglia è possibile immettere aria attraverso un aeratore (senza usare la pietra porosa) per mantenere in sospensione le uova (per una bottiglia va benissimo un mezzo cucchiaino di uova). Per avere una buona resa è utile provvedere ad una fonte d'illuminazione.
Dopo un paio di giorni avremo un grosso quantitativo di naupli che possiamo utilizzare direttamente per i nostri piccoli oppure allevarli per somministrarli da adulti.
Accrescimento:Una volta schiuse le uova, possiamo trasferire le larve in un contenitore abbastanza capiente (una vaschetta da50 litri, ma va bene anche una comune bacinella grande oppure un contenitore di polistirolo di quelli usati per la spedizione dei pesci) con acqua marina al 30-36 per mille che possiamo portare a 25-26° C con un termoriscaldatore oppure, nel periodo dalla primavera all'inizio dell'autunno, sistemiamo la vasca su di un balcone in una posizione illuminata ma non direttamente colpita dal sole.
Con un contenitore è abbastanza grande, non è necessario un aeratore, è sufficiente cambiare un 10% d'acqua ogni due -tre settimane, rabboccare l'acqua evaporata ed aggiungere un po' di cibo regolarmente. Per l'alimentazione esistono in commercio svariati preparati, ma per un uso "casalingo" è più che sufficiente del comune lievito di birra sciolto in un po' d'acqua tiepida, in alternativa va benissimo del latte in polvere, liofilizzati di carne o farina, da somministrare ogni volta che l'acqua torna cristallina (attenzione: così come per i nostri discus, un eccesso di cibo può essere letale per la nostra coltura). L'eventuale "fango" che si forma sul fondo non va assolutamente toccato in quanto stimola lo sviluppo di batteri che costituiscono la principale fonte di cibo per le nostre Artemie. Dopo circa 2 settimane le Artemie avranno raggiunto una taglia tale da poter essere somministrata ai nostri discus ed inizieranno a riprodursi in modo da avere una coltura "autoportante". Un eventuale esubero della nostra coltura può essere tranquillamente congelato insieme ad un po' di acqua salata e conservato per un lungo periodo di tempo.
Fine prima parte....
Luigi De Rosa (ginorosso)Redazione Discus Portal |
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