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Primi passi con il Discus
di Luigi De Rosa (Ginorosso)
Premessa:
Questo vuole essere un piccolo e superficiale sunto per aiutare chi vuole cimentarsi per la prima volta con una vasca per discus, certamente non pretende di risolvere ogni dubbio, per i quali rimandiamo a DiscusPortal ed all'esperienza!!
La Vasca
Forma:
La classica forma a parallelepipedo è quella che garantisce il miglior rapporto volume/superficie ed una buona circolazione dell'acqua (parametri da tenere sempre in considerazione in quanto influenzano notevolmente la concentrazione dei gas disciolti). In generale, più la vasca sarà alta e stretta, minori saranno gli scambi gassosi tra acqua ed aria, con il rischio di accumulo di CO2 e/o riduzione del tasso di O2. Nel caso dei nostri beniamini, una vasca leggermente più alta e larga del solito rappresenta un vantaggio, garantendo così un maggior spazio a disposizione per il nuoto (considerate che un discus adulto non ha propriamente un formato "tascabile").
La vasca può essere sia aperta (senza coperchio) che chiusa.
vasca aperta
pro: sarà possibile montare delle lampade a sospensione ed avremo una vasta scelta di piante galleggianti da utilizzare con un risultato estetico molto gradevole.
contro: maggiore dispersione termica, maggiore evaporazione, rischio di gite fuori porta dei nostri pesci!
vasca chiusa
pro: minore dispersione termica, minore evaporazione, nessun rischio per i pesci.
contro: scelta lampade limitate, minore varietà di piante galleggianti utilizzabili.
Volume
Per il litri da dedicare ai nostri discus le diverse opinioni concordano su un solo punto: più acqua c'è, meglio è!!
Personalmente, ritengo che per iniziare è necessaria una vasca di almeno 200 litri dove inserire max 4-5 discus, considerando che ogni pesce adulto avrà bisogno di circa 50 litri d'acqua. In seguito, con l'esperienza riuscirete sicuramente a tenere qualche pesce in più. Meglio non scendere al di sotto di questi volumi, per due motivi:
1) i discus sono pesci che tollerano poco brusche variazioni dei parametri chimico-fisici e più una vasca è piccola, più è difficile da gestire (se muore un corydoras in una vasca da 20 litri od in una da 200 c'è una bella differenza!)
2) i discus sono pesci che amano vivere in gruppo e 4 è davvero il numero minimo per definirlo tale.
Problema peso
Una domanda che si sente spesso: reggerà il pavimento?
Non dimenticate che un acquario da 500 litri non peserà 500 kg ma potrà arrivare fino a più di 700 kg, considerando il peso della sabbia, dei vetri del mobile di sostegno e dell'arredamento. importante considerare che, a parità di peso, maggiore è la superficie d'appoggio, minore sarà il rischio di visitare il vicino del piano di sotto!! In caso di dubbi, cercate di posizionare vasche molto grandi in maniera ortogonale alle travi di sostegno del pavimento o a ridosso di un muro portante ed, al limite, fate fare una perizia al vostro appartamento. Diciamo che, in genere, fino a 300 litri non ci dovrebbero essere problemi.
Illuminazione
La classica vasca per discus (poche piante resistenti alle alte temperature) non richiede un' illuminazione particolarmente intensa. In genere, per una vasca con una presenza di piante non molto esigenti come vallisneria, ninfea ed echinodorus sono sufficienti 0,4 watt/litro (qualcosa in più se decidiamo di avere acqua ambrata) con un fotoperiodo di 8-9 ore/giorno.
Vasche con una ricca presenza di piante particolarmente esigenti non le allestirei per iniziare, perchè (anche se esteticamente bellissime) richiedono di certo una cura ed una pratica maggiore (rischio di accumulo di rifiuti, fondo fertile, potature, ecc.).
Oltre alla potenza delle nostre lampade dobbiamo considerare anche un altro parametro: la temperatura di colore (espressa in gradi kelvin).
4000°K -------------------- 8000°K ----------------------- 18000°K
luce gialla ------------------ luce bianca----------------------- luce blu
Di solito, per una vasca con un parco di due lampade si consiglia di abbinare una lampada da 4500°K ed una da circa 6500°K, le "fitostimolanti" di norma stimolano solo le alghe!!
Le lampade:
Le lampade che abbiamo a disposizione sono essenzialmente di tre tipi:
1) i classici neon t8, economici e con una grossa gamma di temperature di colore a disposizione.
2) i neon t5, più cari, richiedono un gruppo di accensione elettronico ma hanno un potere penetrante superiore (validi quando si usano plafoniere sospese).
3) lampade HQL(vapori di mercurio) e HQI(ioduri metallici), permettono di ricreare uno spettro ed un intensità luminoso ideale per le piante, purtroppo costano molto e posso essere usate solo su vasche aperte.
Le più utilizzate in acquariofilia sono i neon (t8 o t5), entrambi i tipi di lampada vanno sostituiti al massimo ogni anno. Un consiglio: cerchiamo di cambiare i nostri neon non contemporaneamente (es. a distanza di un mese uno dall'altro), per evitare indesiderate proliferazioni algali.
Il filtraggio
I sistemi di filtraggio in acqua dolce possono essere sviluppati nei modi più disparati, ma si basano sempre su due principi: eliminare le particelle grossolane in sospensione (filtraggio meccanico); eliminare o rendere meno tossici i prodotti del metabolismo animale ed i derivati della degradazione proteica (filtraggio biologico).
Il filtraggio meccanico non fa altro che opporre una barriera fisica alle particelle macroscopiche, utilizzando spugne sintetiche, lana perlon od altro che vanno sostituite o pulite con una certa regolarità.
I sistemi di filtraggio biologico forniscono una "casa" ai batteri che si occupano della degradazione delle molecole organiche.
I prodotti di scarto del metabolismo dei pesci ed i residui di cibo in un ambiente aerobico vengono trasformati da alcuni batteri in composti azotati (ammonio od ammoniaca a seconda del pH), questi composti vengono poi trasformati da altri batteri in nitriti tossici (meno tossico dell'ammoniaca), che a loro volta vengono trasformati da altri ceppi batterici in nitrati (sopportabili a concentrazioni più elevate).
Gli unici modi per eliminare i nitrati dall'acquario sono:
1) regolari ed abbondanti cambi d'acqua
2) assorbimento da parte delle piante
3) in carenza di ossigeno, attività denitrificante da parte dei microrganismi del filtro con liberazione di azoto gassoso
4) resine
5) filtro denitrificante
Risulta evidente che, maggiore sarà la superficie a disposizione per l'insediamento dei batteri e maggiore sarà il volume dedicato al filtro, maggiore sarà l'efficienza del filtro stesso.
Per favorire l'insediamento batterico si utilizzano dei materiali ad elevato rapporto superficie/volume (es. cannolicchi di ceramica); esistono dei supporti di vetro sinterizzato che presentano una porosità elevatissima, dove si può avere anche una limitata attività denitrificante, con lo svantaggio che col tempo tendono a sgretolarsi.
Nota: ad un pH acido non si forma ammoniaca, ma ione ammonio molto meno tossico.
Tipologie di filtro
I più diffusi sono:
1) il biologico interno (una camera a setti posta all'interno della vasca), dove l'acqua viene aspirata dall'acquario, attraversa una serie di scomparti con spugne e materiali tipo cannolicchi per venire reimmessa in vasca tramite una pompa ad immersione (portata circa 2-3 volte il volume totale da trattare).
pro: economico, semplice manutenzione, permette di nascondere termostato od altro
contro: rischio di formazione di vie preferenziali per l'acqua, poco bello da vedersi, toglie spazio in vasca (circa il 15-20%)
filtro interno su parete posteriore
2) il filtro esterno, un contenitore chiuso all'esterno della vasca dove inserire i materiali filtranti.
pro: efficiente, non toglie spazio in vasca, quasi invisibile
contro: più caro di un filtro interno, manutenzione meno agevole
filtro esterno
3) sump, una vasca aperta dove viene immessa per caduta l'acqua da trattare e poi fatta risalire tramite una pompa, è conveniente per grossi volumi da trattare.
pro: superficie disponibile per i batteri enorme, grossa ossigenazione dell'acqua, conveniente per grossi volumi da trattare , possibilità di aggiungere con facilità resine ed accessori
contro: peso notevole, dispersione termica, più lunga la fase di maturazione iniziale, il pH tende a scendere.
Indipendentemente dal sistema scelto, il filtro dovrà prevedere una grossa componente dedicata all'attività biologica (i discus mangiano una quantità di cibo notevole) per cercare di evitare l'accumulo degli intermedi tossici ai quali i nostri pesci sono molto sensibili. In teoria, bisognerebbe creare un equilibrio tra attività ossidante di degradazione a nitrati (con l'utilizzo di cannolicchi, graniglia, bioball od altro) ed attività riducente dei nitrati ad azoto gassoso (con l'utilizzo di materiali in vetro sinterizzato di ultimissima generazione o di filtri denitrificanti).
Un consiglio: i discus non amano forti correnti in vasca, quindi la pompa del filtro deve garantire il giusto movimento dell'acqua per non creare zone morte senza dare fastidio ai pesci.
Cambi d'acqua
Anche il filtro più efficiente, porta all'inevitabile accumulo di sostanze più o meno tossiche in vasca, che dobbiamo eliminare con degli abbondanti cambi d'acqua.
La frequenza e la quantità d'acqua da cambiare dipende da una serie di fattori come sistema di filtraggio, numero di pesci, alimentazione, presenza di piante in vasca, ecc.
In linea di massima, per una vasca mediamente popolata e con una regolare alimentazione, è necessario cambiare il 25-30% di acqua a settimana. Il consiglio è di monitorare regolarmente (soprattutto all'inizio) i parametri principali della vasca per poi fare un cambio quando questi iniziano a salire troppo, con il tempo riusciremo ad impostare una cadenza "personalizzata".
Sarà necessario, a seconda dei valori della nostra acqua di rubinetto, di un impianto ad osmosi o a resine per abbassare la durezza dell'acqua ed eliminare le sostanze tossiche in essa presenti. E' fondamentale stabulare per alcuni giorni l'acqua per i cambi, che dovrà avere le stesse caratteristiche (pH, durezza..) di quella della vasca per evitare di stressare i pesci.
A titolo esemplificativo, la formula per calcolare la durezza finale partendo da acqua a durezza 0 ed acqua di rete con una durezza pari a 15°KH è:
[(litri acqua di rete)x 15]/litri totali = durezza finale
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