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Come alimento i discus
(di Flavio Gagliardi)
Considderazioni generali , analisi degli alimenti, consigli pratici per una corretta  nutrizione
 

Tutto il materiale, testo e foto, sono propietà della casa editrice Primaris che ci ha gentilmente offerto la pubblicazione dello stesso, con l'autorizzazione del nostro collaboratore Flavio Gagliardi.
L'articolo é tratto dal Discus Notiziario 4/2004.


Considerazioni generali e consigli pratici per una corretta nutrizione

Granulari, estrusi, cibo vivo, congelati, pastone, liofilizzati. non c'é che dire: l'acquariofilo che si dedica all'allevamento dei Discus ha veramente l'imbarazzo della scelta e questo non puo' che facilitargli la vita, considerato che il Re dell'acquario non é un pesce propriamente vorace!

Ma esistono delle differenze tra i vari tipi di cibi? Qualche caratteristica di ognuno di questi diversi alimenti può orientare le nostre scelte? Optando per l'uno o per l'altro possiamo trascurare qualcosa?
In che modo il Discus e la sua fisiologia, esito di millenni di evoluzione, rispondono a questi differenti alimenti? Questi pochi interrogativi potrebbero richiedere un trattato in piu' volumi, ma di certo vi annoiereste oltremodo e, quindi, l'intenzione del presente articolo é di offrire una rapida panoramica sull'alimentazione del Discus, con un occhio sempre puntato alle necessita' pratiche dell'acquariofilo.

Prima regola diversificare

L'alimentazione é di sicuro uno degli aspetti cruciali per determinare il massimo benessere dei nostri pesci e per aprire la strada alla tanto attesa riproduzione. Una verità, ormai totalmente assodata in materia é che bisogna variare il più possibile; in sostanza, poter diversificare, alternando il granulato al liofilizzato, al vivo, al congelato, garantisce di sicuro dei risultati.
Ecco quindi la prima, a mio parere fondamentale, risposta ai dubbi sull'alimentazione del Discus: non bisogna fossilizzarsi su un singolo alimento. Non c'é un meglio e non c'é un peggio; é necessario scegliere buoni prodotti per ogni singola categoria (é importante magari controllare che ci siano etichette che certifichino il mangime, garantendo realmente che cosa si stà acquistando) e offrirli con una certa rotazione. Credo che chi ha avuto esperienze acquariofile con altre specie di pesci, siano esse di acqua dolce o marine, condivida appieno, avendo probabilmente sperimentato come variare sia stata spesso la molla per poter vedere nuvole di nuove larve nell'acquario. Posta così la prima pietra miliare andiamo oltre!


Ecologia alimentare e morfologia

Lo studio della biologia di un pesce e, in particolare, della sua ecologia alimentare ci fornisce utili indizi su come impostare la dieta. Non vè peró dimenticato che, quando alleviamo un animale in cattività, non stiamo riproducendo uno spaccato reale della sua vita in naturae quindi non é necessario che tutti i parametri combacino alla perfezione con quelli dei biotopi di provenienza. In sostanza, un Discus selvatico, catturato nel Lago tefé in Amazzonia, e trasferito nelle nostre vasche, accetta solo una dieta simile a quella a cui era abituato in natura. Un Pigeon Blood, foglio di generazioni e generazioni di pesci allevati, potrebbe mostrarsi più "elastico" sotto il profilo delle necessitaà alimentari e darci grandi soddisfazioni, anche senza aver mai visto una dafnia viva ed essendo stato nutrito per anni solo con del buon granulare.
Utili indizi sulla dieta da adottare provengono infine dallo studio della morfologia generale e da quella dell'apparato boccale, in particolare. Un luccio ( Esox Lucius) nei nostri laghi può essere un esempio esplicativo; si tratta infatti di un predatore da agguato con bocca grande, denti ricurvi all'indietro per bloccare le prede, colorazione mimetica per confondersi tra la vegetazione e forma schiacciata dorso-ventralmente, caratteristica questa che allarma le sue prede con quell'istante di ritardo utile perchè l'attacco sia sferrato con successo.
La forma di un Discus non é certo quella di un predatore piscivoro, tanto meno quella di un pesce da crociera; é evidente quindi che abbiamo a che fare con un tranquillo Cicloide,che manovra lentamente tra gli anfratti e che si nutre di ció che la stagione offre di volta in volta.

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Le foto dei discus illustrate in queste pagine sono state realizzate nelle vasche di un allevamento professionale .Questo spiega le condizioni estetiche non sempre perfette dei vetri.  Il supporto della letteratura

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni autori hanno sottolineato come la dieta naturale del Discus adulto o subadulto sia legata principalmente a piccoli gamberetti e larve di Effemeridi, ad alghe (diatomee e desmidiacee), a foglie e semi di piante, e delineandone un profilo alimentare generalista, hanno identificato il Discus come un pesce la cui dieta nei biotopi naturali é assai varia (Lambert1995; Bremer2000). Dallo studio del Professor Heinz Bremer sull'analisi dei contenuti stomacali di Discus adulti nella stagione delle acque basse emergono alcuni dati assolutamente interessanti. Bremer parla di presenza di detrito,di spicole di spugne, di alghe e infine, dalla carica batterica, un parametro ambientale spesso sottovalutato se non addirittura trascurato dall'acquariofilo.
Lo studioso riporta un valore di germi presenti pari a circa 10 UCG/ml, ovvero un acqua povera di batteri, un dato certamente interessante nel proseguio della nostra chiacchierata!
Torniamo al Discus; si tratta di un pesce non certo avido distante anni luce per l'appetito dai Ciclidi Mbuna del Malati che si alimentano con discreta calma e che, specialmente adulto, disdegna le novità. Il cibo serve ai pesci ed a tutti gli animali in genere per il movimento, per far sì che tutte le reazioni biochimiche siano svolte e per fornire a cellule e tessuti i necessari "mattoni" per lo sviluppo. Nel caso dei Discus, pacati nuotatori che vivono in acque calde, il consumo energetico per i movimenti e per tenere la temperatura corporea a livelli adeguati é basso; di conseguenza la maggior parte del mangime assunto viene trasformata in materiale corporeo. Questa tendenza consente a questi pesci di superare,senza particolari fenomeni di dimagrimento,anche lunghi periodi di digiuno; ció é assai utile,visto che nella stagione secca,nei biotopi di origine si riscontra un estrema carenza di cibo. La dieta ideale per i discus é pertanto assai varia, ricca di vitamine e non molto grassa (Lambert1995).
Negli ultimi anni sono comparsi anche grazie all'interesse economico che si é creato intorno al "Re dell'acquario", i primi studi scientifici in materia di Discus e alimentazione. Sul "Discus Notiziario" é stato trattato approfonditamente l'argomento sotto il profilo scientifico, con un occhio di riguardo alle ricerche che dal 2000 hanno visto protagoniste le università asiatiche e, in particolar modo, quella di Penang. Per ulteriori approfondimenti rimandiamo dunque agli articoli pubblicati (Denitto e Chong, n.2,3 e 4/2000).
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Un comune cibo granulare presente in commercio con un elevato teneore di astraxarantina. Una nuova e funzionale soluzione per poter stimolare il sistema immunitario dei pesci é l'impiego di granulari, come questo riportato nella foto, che siano stati integrati con beta-glucani e altri immunostimolanti.  

 

 

 

 

Elevata richiesta proteica

Da queste ricerche é emerso che i tassi di crescita dei giovani pesci aumenta progressivamente,fino a 500g/kg, con l'utilizzo di livelli crescenti di proteine. Avendo accertato l'importanza di una dieta particolarmente ricca di proteine, l'attenzione dei ricercatori si é rivolta verso l'individuazione degli enzimi responsabili della digestione delle proteine assunte. I risultati ottenuti da Chong et al.(2000) sono molto interessanti: nell'intestino dei Discus sono state individuate otto distinte proteasi, ognuna in grado di scindere lunghe catene peptidiche in piccoli frammenti peptidici e amminoacidi. In particolare,la presenza della tripsina, particolarmente abbondante nel tratto intestinale, dimostra un elevata capacita' di scindere lunghe catene polipepditiche assunte con diete ricche di proteine dimostrando così la spiccata e naturale dieta carnivora dei Discus. I Discus quindi possono essere inseriti nella categoria di pesci predatori ad alta richiesta proteica.
Appurata questa vocazione del Discus all'alimentazione proteica, l'esperienza dell'acquacultura edule ci viene incontro ricordandoci che per molti pesci le proteine rappresentano una fonte indispensabile di amminoacidi. Questi composti si sommano a quelli ottenuti dai processi di disassemblaggio delle proteine corporee, soggette a un naturale turnover, e vengono impiegati per il processo di crescita e per sintetizzare altri composti azotati bioattivi (Tibaldi et al.2001).
I pesci a differenza di suini ed uccelli, mostrano un ridotto turnover di amminoacidi, il che rende quindi la dieta fondamentale per coprire il loro fabbisogno proteico-amminoacidico. Dobbiamo ricordare infine, che dei 20 aminoacidi che costituiscono le proteine,alcuni non sono sintetizzabili dai pesci e quindi devono essere necessariamente acquisiti attraverso la dieta (Tibaldi et al.2001). Nei pesci carnivori o che, comunque, prediligono una dieta proteica, l'aumento del livello lipidico del mangime risulta indispensabile per un corretto accrescimento e sviluppo. I lipidi,infatti, sono fonte di acidi grassi essenziali (AGE),composti che, tra le loro varie funzioni,concorrono anche all'assorbimento delle vitamine liposolubili.
Carenze periodiche o prolungate di AGE inficiano la performance di crescita e compromettono fortemente la possibilità di arrivare alla riproduzione. Infatti gli AGE sono necessari ai pesci come componenti dei fosfolipidi, delle membrane cellulari e delle lipoproteine di trasporto; inoltre, essendo il substrato per la sintesi delle prostaglandine, molecole con caratteristiche ormonali, sono di estremo rilievo per ottenere la riproduzione (Ribaldi et al.2001).
Dopo questa panoramica sulla nutrizione dei pesci torniamo ai nostri Ciclidi; trascuriamo le larve, che in fin dei conti mostrano una loro specifica fisiologia piuttosto differente rispetto a quella dei giovani e degli adulti, e concentriamoci sui Discus adulti.

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Un esempio di mangime congelato a base di Artemia. Recentemente sono apparsi in commercio anche congelati a base di artemia arricchita,ovvero che prima di essere raccolta é stata fatta ìpascolareî su un terreno ricco di acidi grassi essenziali.

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L'artemia liofilizzata é uno dei più comuni mangimi liofilizzati. Tra le caratteristiche che la fanno preferire a molti altri alimenti c'é un elevata appetibilità.

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Alcune tavolette di pastone in fase di scongelamento.Il pastone permette di mischiare agevolmente qualsiasi additivo, facendone un valido alimento soprattutto durante l'accrescimento dei Discus.

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I beta-glucani sono composti polisaccaridici insolubili in acqua ottenuti dai lieviti, che nei mammiferi sono in grado di potenziare le difese immunitarie aspecifiche, proprio quelle su cui contano principalmente i pesci per difendersi dagli agenti patogeni.

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 Il Calcio lattato é uno dei comuni integratori di calcio utili per offrire ai Discus una dieta il più completa possibile.

 

 

 

 

 

Allevatori ed appassionati: esigenze a confronto

Le necessita' di un allevatore differiscono da quelle dell'appassionato privato, in quanto sono molto spesso regolate dalle esigenze di standardizzare il più possibile. Insomma dover badare a più di 100 coppie di Discus ed alle relative covate impone dei vincoli che si ripercuotono anche sulla tipologia di alimentazione. Inoltre a seconda delle caratteristiche dell'impianto (intensivo,semiestensivo,estensivo), ogni allevatore sceglie gli alimenti più congeniali al fabbisogno.
Esempio eclatante sono i molti allevamenti del Sudest asiatico, in cui le vasche sia dei riproduttori sia quelle per la crescita dei giovani sono mantenute piene di cibo vivo (principalmente tubifex). In questo caso la strategia di allevamento si basa su un alimento che viene prodotto a basso costo, solitamente nei reflui dell'impianto. Periodicamente gli allevatori effettuano integrazioni a base di pastoni proteici e di uova di gambero; in alcuni sporadici casi, procedono alla somministrazione di granulati studiati ad hoc per i Discus.
Negli impianti europei la strategia di alimentazione é differente, essendo differenti le condizioni di allevamento. Temperature piu' basse impongono, infatti, la realizzazione di impianti intensivi con massimo ricircolo delle acque. La risorsa idrica non é sempre copiosa e, di conseguenza, tutti gli interventi in vasca vanno ben misurati. I costi della manodopera sono maggiori rispetto all'Asia e quindi si cerca di ridurne il peso.
In questo scenario l'imperativo maggiore é standardizzare quanto più possibile ogni operazione ,magari andando parzialmente a discapito della regola enunciata all'inizio di questo articolo, cioe' l'esigenza di variare il più possibile la dieta.
Per l'appassionato cambiano, almeno in parte, le prospettive: trattandosi di un hobby si é, infatti, disposti a spendere senza dover ricevere un ritorno economico e, di conseguenza, i fattori che determinano le scelte sono differenti. Inoltre, il privato ha sicuramente più tempo per dedicarsi ad una dieta che sia il più variata possibile. D'altra parte dobbiamo considerare che c'é appassionato ed appassionato e non tutti sono disposti a dedicare la stessa quota del loro tempo libero e le stesse attenzioni ai loro beniamini in acquario, fattore questo che incide notevolmente sulla scelta del mangime da adottare. A tale proposito può essere significativa una sintetica panoramica sui prodotti proposti attualmente sul mercato.

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La farina di pesce una delle fonti proteiche più comuni e migliori; sia per l'elevato tenore proteico, sia per l'alta appetibilità e digeribilità che mostra. Tutto ciò ammesso che la farina di pesce sia stata ottenuta con idonei processi industriali a partire da pesce fresco.

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La spirulina é un alga che in acquariofilia non necessita di presentazioni, trattandosi di uno dei principali integratori alimentari di natura vegetale. Dalla spirulina si può ottenere una comoda polvere, come quella mostrata nella foto, da addizionare al pastone.

 

 

 

 

Le offerte del mercato

Sicuramente i granulari per Discus attualmente disponibili in commercio hanno un primo grandissimo pregio: sono molto comodi e facili sia da dosare sia da conservare . Essendo, inoltre, il frutto di recenti studi sulla biologia del Discus, ne rispettano al meglio le esigenze alimentari.
Altro grande vantaggio é che non sono veicolo di patologie e che inquinano l'acqua dell'acquario il meno possibile . Tra gli svantaggi v'é sicuramente sottolineato un minore grado di appetibilità rispetto ai cibi congelati e a quelli vivi, elemento questo che puo' risultare negativo soprattutto qualora si cerchi di somministrare un farmaco ai nostri pesci.
Per cibi liofilizzati, in termini di pregi e difetti, vale quanto esposto per i granulari, anche se in alcuni casi i liofilizzati sono dotati di una maggiore appetibilità. I congelati sono, invece, alimenti ad alta appetibilità, che quindi facilitano enormemente la somministrazione di farmaci ed integratori.
Questo é particolarmente vero nel caso del pastone, ma vale un pò meno nel caso di larve di zanzara o prodotti simili.
Il pastone, infatti,per la sua natura piuttosto omogeneizzata permette di mischiare agevolmente qualsiasi additivo, dai complessi polivitaminici agli integratori alimentari (calcio, magnesio, macro e microelementi in genere, immunostimolanti). Anche i dati scientifici riportati negli studi condotti da Chong confermano che il pastone é fuoridubbio un alimento molto valido per la crescita mentre, forse, lo é un po' meno nel periodo della senescenza.
I congelati presentano peró l'inconveniente di una praticità sicuramente ridotta rispetto ai mangimi secchi e, in alcuni casi, sembra possano veicolare agenti patogeni. Un ulteriore aspetto a cui fare estrema attenzione, utilizzando questo tipo di alimenti, é che la catena del freddo sia stata rispettata
Al meglio in tutti i suoi anelli,altrimenti si corrono rischi di avvelenamenti. Infine spesso i congelati, sia per la loro natura sia per la maggiore difficoltà
nell'essere dosati, possono inquinare notevolmente l'acqua dell'acquario; l'intorbidamento a cui contribuiscono potrebbe creare una base per una proliferazione batterica di cospicue proporzioni. La più idonea contromossa in questi casi é senza dubbio un buon filtraggio, che preveda magari il passaggio dell'acqua su un debatterizzatore a raggi ultravioletti, strumento in grado di mantenere sotto controllo la carica batterica totale e quindi di portarla a livelli confrontabili a quelli riscontrati da Bremer in Amazzonia!
Il mangime vivo é sicuramente il massimo sotto il profilo dello stimolo alimentare e, in molti casi, della qualità. Non é fortuito che nei grandi impianti di acquacultura i riproduttori di valore di spigola, orata, ricciola ecc.. vengano spesso alimentati con cibo vivo. Nel campo acquarofilo un esempio significativo in materia sono le dafnie, che concentrando le alghe unicellulari con tutte le vitamine e i loro acidi grassi, si tramutano in pillole magiche per qualsiasi pesce.

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