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Queste poche righe sono dedicate a chi si accinge ad intraprendere o ha da poco iniziato ad allevare questi splendidi pesci.
Vorrei condividere con altri la mia esperienza, vivendo, ormai da venti anni, con questi meravigliosi animali. Spesso quando sento parlare di Discus, soprattutto da parte dei "neofiti", ci si riferisce a quei pesci tutti scuri che se ne stanno sempre rintanati in un angolo nascosto dell'acquari. Posso affermare, senza ombra di dubbio, che non è affatto così perchè i Symphysodon sono dei pesci dinamici, vivaci e dal comportamento molto affascinante e seducente.
L'allevamento e la riproduzione dei Discus potrebbero essere comparabili ad una forma d'arte? Io penso proprio di si. Il tentativo dell'allevatore di ottenere dai propri pesci una forma armoniosa, il più rotonda possibile, oppure una poco comune, magari molto alta, non è forse paragonabile a quello di uno scultore che plasma il pezzo di pietra inerte? Altresì, il colore brillante o tenue che sia ed il disegno geometrico od irregolare, non richiamano forse alla mente l'opera di un qualche geniale pittore? Ed i movimenti maestosi e regali, l'abnegazione nella cura dei propri non sono forse poesia? I sinuosi corteggiamenti amorosi non ricordano la danza?
Il Discus è una vera e propria opera d'arte vivente, è insieme scultura e pittura, poesia e danza. Io ancora oggi, dopo tanti anni rimango estasiato e rapito di fronte ad un bellíesemplare di Symphysodon, oppure davanti ad una nuova riproduzione.
Fino alla formazione delle coppie, cosa che avviene intorno l'anno di età, vivono in branco, in forma gerarchica. Il capobranco è di solito (non sempre è così) il più grande in età e in taglia, non mostra alcuna barra verticale ed esibisce i colori più fulgidi. I dominati mostrano invece barre verticali più o meno evidenti e colori un pò più pallidi.
Da adulti si instaura il tipico comportamento territoriale dei ciclidi. Il maschio e la femmina dominanti formano la coppia e scelgono il proprio territorio (ca. 40 cm in lunghezza) difendendolo da ogni intrusione. Si palesa una marcata aggressività intraspecifica e durante la riproduzione si instaura anche un'aggressività extraspecifica, cosa che non avviene in altri periodi.
La gratificazione massima per l'allevatore di Discus è la loro riproduzione e per ottenerla bisogna, oltre ad avere tanta pazienza, caparbietà ed un pizzico di fortuna, anche stabilire un "contatto" diretto con i propri pesci, capire il loro linguaggio ed assecondarli il più possibile. A prima vista, tutti i Discus parlano lo stesso linguaggio, ma se si osserva bene e ci si mette in una attenta posizione di ascolto sicuramente si noteranno delle differenze fra Discus e Discus, ci si accorgerà che l'uno mette in atto delle modalità particolari di comunicazione e di relazione, mentre l'altro ne ha di differenti.
Acquisto
In genere si inizia con l'acquisto di un certo numero di piccoli da far crescere nelle migliori condizioni possibili. Oggi sul mercato sono presenti innumerevoli varietà d'allevamento, oltre alle classiche selvatiche, in grado di soddisfare la fantasia di chiunque; la cosa fondamentale è acquistare degli esemplari sani e robusti che non abbiano mai avuto problemi di crescita.
L'acquisto è, forse, il passo più delicato ed importante della nostra avventura. Bisognerebbe rivolgersi a commercianti o allevatori seri ed onesti. Infatti, acquistando dei Discus abbastanza piccoli, diciamo di taglia inferiore ai 5-6 cm, dovremo fidarci del venditore, non mostrando, i pesci, alcun colore o distinzione fra le varie sottospecie e varietà esistenti. A volte si possono trovare dei pesci di piccola taglia, ma con una colorazione già eccezionale; essi sono, molto probabilmente, trattati con particolari ormoni od alimenti che favoriscono una crescita ed una colorazione rapida e vistosa, oppure sono degli esemplari poco sviluppati. Si dovrà prestare particolare attenzione ai pesci che si vogliono comprare, che non devono, assolutamente, presentare magrezza nella zona sopraoculare (fronte), indice di una qualche malattia o mancanza díappetito. Inoltre, occorre badare anche alla giusta proporzione fra occhio e linea che percorre la testa (un occhio sproporzionato è sintomo di malattia pregressa o di crescita stentata) ed alla forma del corpo che dovrebbe essere tendente al tondo il più possibile. Rispettando questi canoni certamente si acquisteranno dei bei pesci.
Una volta acquisiti i Symphysodon, finisce la fase "contemplativa" della nostra avventura ed inizia quella attiva. Li introdurremo nei nostri acquari che, arredati o meno, olandesi o privi di piante, dovranno rispondere a tre condizioni basilari:
1) capacità della vasca adeguata alla quantità di pesci (circa 30- 40 litri d'acqua per ogni piccolo Discus);
2) cambio d'acqua frequente. Generalmente consiglio un cambio giornaliero del 5/10% con acqua del rubinetto messa a decantare il giorno precedente. Si effettua in 5 minuti!
3) filtraggio biologico adeguato alle dimensioni della vasca ed alla quantità dei pesci. Come materiale filtrante, generalmente, utilizzo lana e cannolicchi; però ho anche alcuni filtri caricati con "bio-ball", altri con carbone non attivo, altri ancora con spugne sintetiche e graniglia di roccia lavica.
Chimica dellíacqua
Non è assolutamente necessario mantenere i piccoli Discus in un'acqua "bidistillata", anzi questo, a volte, è causa di vere e proprie carneficine per l'acquariofilo principiante. I piccoli Discus si possono, anzi si dovrebbero tenere in normale acqua di rubinetto, quando l'acqua lo permette. Vivendo a Roma, dove lacqua di rubinetto è molto buona, i miei Discus crescono con durezza di circa 15/18° dgh, pH fra 7 e 7,4, conduttività di 640ms. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore perchè ho visto tanti Discus "ustionati" da repentini balzi di pH, dovuti alla irrefrenabile mania di ricreare in acquario le condizioni chimiche del Rio delle Amazzoni.
Oltretutto, usando acqua di rubinetto si avrà la possibilità di cambiarla frequentemente (anche tutti i giorni) e, unendo a questo un'alimentazione adeguata, vedremo crescere i nostri piccoli Discus in men che non si dica. I soli parametri da tenere d'occhio sono quelli relativi ai composti azotati, vale a dire nitriti, nitrati ed ammoniaca, che, se presenti, possono inibire la crescita dei piccoli e minarne la salute. La temperatura dovrebbe essere di circa 28°C.
Alcuni anni fa divisi una covata di circa 50 piccoli in due acquari identici che differivano fra loro solo per il tipo di acqua utilizzata. Uno aveva acqua ad osmosi, portata ad una conduttività di 250ms con dei sali, e l'altro solo acqua di rubinetto con conduttività di circa 600/650ms. Quindi, a parità di tutte le altre condizioni, vale a dire filtraggio, cambi d'acqua, alimentazione, dopo un anno, constatai che i piccoli cresciuti in acqua di rubinetto erano di quasi 5 cm più grandi rispetto ai fratelli allevati in acqua ad osmosi e sembravano anche più robusti.
Riproduzione
Per la riproduzione il discorso è diverso.Utilizzo acqua ottenuta con un apparecchio ad osmosi inversa; è il modo più pratico per ottenere un'acqua dalle caratteristiche chimico-fisiche ottimali e soprattutto, stabili nel tempo.
Infatti, con un impianto ad osmosi, riesco ad ottenere un'acqua demineralizzata al 96/98%, con conduttività tra i 20 ed i 40ms, gh e kh prossimi allo zero, pH 6,4/6,6, da un'acqua in ingresso con 600/650ms e pH 7,3/7,4. La temperatura nelle vasche da riproduzione oscilla tra i 28° ed i 30°C. In linea generale dai miei pesci cerco di ottenere una prole robusta, di forma rotonda il più possibile e con un bel colore.
Attualmente sto cercando di fissare il colore rosso solido e la caratteristica dei punti rossi, perchè le varietà che si trovano in commercio non hanno queste caratteristiche molto stabili, e per lo più ottenute con artifici chimici. Infatti, la maggior parte degli esemplari, crescendo, sviluppa delle linee piuttosto che dei puntini ed il rosso si perde. Acquistando un red spotted, molto spesso, ci si ritrova con un bel turchese rosso e comprando un rosso solido dopo qualche tempo si avrà un marrone.
I risultati ottenuti fino ad ora sono molto incoraggianti, perchè sono riuscito ad ottenere dei pesci con un rosso abbastanza carico, e soprattutto, genetico e non artificiale.
Alimentazione
L'alimentazione deve essere ricca e variata, bilanciata ed equilibrata, atta a coprire i fabbisogni primari, plastici ed energetici dei nostri pesci.
Una mistura a base di cuore di bue o di tacchino, aggiungendo anche fegato, polpa di gambero, uova, carote e spinaci bolliti, frutta risponde ottimamente alle esigenze dei nostri ospiti. Aggiungendo poi a questa pappa una piccola quantità di un buon prodotto polivitaminico, acquistabile in una farmacia o nei negozi specializzati, magari completo di oligoelementi, avremo ottenuto un cibo nutriente, energetico e ben bilanciato. » bene farne abbastanza così da poterlo conservare nel surgelatore dopo averne fatto delle tavolette. Il potere nutritivo di questo alimento è paragonabile al cibo vivo; infatti Jack Wattley, uno dei più famosi allevatori di Discus del mondo, ha sperimentato che la crescita di Discus di pari età, cioè provenienti da una stessa covata è pressochè identica sia in quelli alimentati solo con cibo vivo (tubifex), sia in quelli nutriti con il preparato a base di cuore di bue.
Il pastone può essere alternato con del surgelato, come chironomus ed artemia salina, del liofilizzato e del cibo secco in granuli o scaglie.
I Discus adulti andrebbero alimentati un paio di volte al giorno, mentre i piccoli anche 5-6 volte; a tre mesi dovrebbero avere una taglia di circa 4- 5 cm, a sei mesi di circa 7- 8 cm, a dodici mesi di 12- 15 cm.
Malattie
Secondo il mio modesto parere la maggior parte delle malattie sono dovute a carenze nel mantenimento e nella conduzione della vasca. Intendo dire che, molto spesso, è l'ambiente in cui vivono i discus ad essere "malato" e non i pesci stessi, che risentono delle condizioni malsane in cui sono costretti a vivere.
In ogni caso le malattie vere e proprie esistono e sarebbe bene che ogni nuovo Discus venisse sottoposto ad un periodo di osservazione e quarantena, ed intervenire con i farmaci appropriati, se è il caso, in questo momento. opinione comune di molti allevatori che non esista Discus senza Flagellati (Spironucleus - Protopalina) o parassiti intestinali (Capillaria - Nematodi - Oxyuridi), ma un pesce tenuto in ottime condizioni, con un sistema immunitario perfettamente sviluppato e funzionante è in grado di fronteggiarli senza l'ausilio di alcun tipo di medicinale.
Tirando le somme posso affermare che i due fattori più importanti, da cui non si può prescindere, per il buon allevamento dei Discus sono la pulizia dell'acqua, tramite cambi frequenti, ed una adeguata e variata alimentazione. Rispettando queste condizioni non si dovrebbero avere problemi, anche perchè i Discus allevati in questo modo saranno dei pesci sani e robusti e, quindi, abbastanza resistenti alle malattie.
I Discus non sono pesci per soli super-esperti, ma chiunque abbia un minimo di pazienza ed esperienza potrà avere da questi meravigliosi animali molte soddisfazioni.
Il futuro
Un ultimo argomento, abbastanza scottante, che voglio affrontare è il futuro della "Discusfilia" in Italia. Il nostro Paese, "acquariologicamente" parlando, non è così evoluto come altre nazioni, vedi gli Stati Uniti, la Germania o il Giappone (tanto per citarne qualcuno), dove si pretendono Discus (e non solo) di una certa qualità e valore. Da noi ci si accontenta di poco: basta solo che i Discus siano colorati e costino poco; poi, se sono ormonati, non selezionati e di qualità molto bassa, per non dire infima, non interessa ad alcuno fino a che non appaiono i primi problemi di morie, di scarsa crescita, di malattie ricorrenti, di perdita di colori, di sterilità ecc., ed allora si favoleggia sulla difficoltà di allevamento di ìquesti pesci neri che se ne stanno sempre in un angolo della vasca nonostante tutte le cure prestate e le perfette condizioni dell'acqua e dell'acquario, e si ripongono vasca e annessi in cantina.
Il più grande problema del mondo dei Discus, a mio parere, è la riproduzione per "quantità" e non per "qualità". Mi spiego; ci sono non pochi allevatori, professionisti e non, che riproducono così come capita, incrociando di tutto, badando solo ai numeri, alla grande quantità e al guadagno finanziario. I risultati sono: crescita ridotta, forma allungata, comportamenti riproduttivi aberranti, sistema immunitario debole (ci sono Discus incapaci di resistere alla benchè minima infezione), involuzione - non evoluzione - della specie.
Per tutto questo penso che, se le cose non cambieranno, la Discusmania, qui da noi, sia destinata a non raggiungere il livello di altri paesi, ed a rimanere circoscritta ad uno stretto novero di appassionati, riuniti in clan (altro argomento dolente). Non aggiungo altro.
Forse qualcuno penserà che ho esagerato, ma credetemi, per uno come me che ama tantissimo questi stupendi pesci è difficile rimanere in silenzio di fronte a ciò che accade intorno al "Re dell'acquario", degradato a rango di prodotto commerciale di scarsa qualità. Cesare Accattatis
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